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Rank: Advanced Member  Gruppi: Registered, Uploader User Iscritto: 16/10/2009 Messaggi: 535 Locazione: Atripalda (AV)
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A grande richiesta, il tour, nelle sue ultime tappe, perde l'aggettivo "panoramico"... e anche perché, sul serio, c'è stato poco di panoramico fin'ora. Poche volte abbiamo avuto il piacere di godere dei vantaggi di cotale aggettivo. 
Comunque, finisce con Vladivostok la breve parentesi russa. Si ritorna in Giappone. Venerdì prossimo, solito orario, soliti server, soliti aerei, soliti tutti (si spera), dopo la mesta funzione religiosa dove caricheremo sulla transiberiana i poveri resti di coloro che, pur avendo cominciato il tour assieme a noi, non sono sopravvissuti fino a questo punto (e dopo aver caricato anche il Falanga, legato come un salame ma altrimenti completamente nudo, sui respingenti anteriori della motrice per un viaggio che speriamo sarà per lui indimenticabile) per rispedirli ai loro cari per una tumulazione in patria, partiremo da UHWW Vladivostok alla volta di RJCN Nakashibetsu con un voletto di soli 557nm. 
Piano di volo:
Da: UHWW Vladivostok
A: RJCN Nakashibetsu
Alt: a piacere.
AWE
Si. il piano di volo consiste nel solo VOR AWE (113.50), posizionato sul territorio giapponese a circa 109nm dall'aeroporto di arrivo e a soltanto 415nm dall'aeroporto di partenza. VOR verso il quale cominceremo a dirigerci, una volta decollati da UHWW Vladivostok con prua 094. Una volta sul VOR, ne seguiremo la radiale 101 per 108nm fino all'aeroporto di arrivo RJCN Nakashibetsu.
Sono bastardo, vero? Aaahhh... che vi credevate? Che... "ah, ci ha dato un VOR... che schifo... si sta rammollendo"... quanto sbagliato avete... si, vi ho dato un VOR... ma per arrivarci sono IZZAC... e senza zucchero pure, soprattutto se tira il venticello che ultimamente ha piagato i nostri voli... e una volta li avrete solo una radiale a portarvi sull'aeroporto di destinazione, niente VOR sull'aeroporto ad aspettarvi arrivare calmi e tranquilli... cioè, il VOR sull'aeroporto di arrivo c'è... ma è FATTA PROIBIZIONE usarlo in questa tappa. 
Mi raccomando, dimostrate a tutti che pasta di navigatori dei cieli siete. Venerdì prossimo. Siateci. 
PS Siccome il volo è quasi tutto su mare, la quota di crociera è a discrezione del comandante.I Reject Your Reality And Substitute My Own!!! Col. AnarchiAGran Maestro di ogni cosa Constellation. 
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Piccoli cenni storici a proposito del Bristol Brabazon. O anche: Cosi il COZZARO non ha avrà a che dire ( la speranza è ultima a morire). 
Questo aereo, della dimensione approssimata di un odierno 767, come è possibile vedere dalla foto qui sotto...

...fu uno dei frutti di una serie di progetti della commissione Brabazon (che era il cognome di un sir politico londinese capo della commissione) nell'immediato dopoguerra. Commissione che fu messa in piedi per fare in modo che nel dopoguerra il mercato degli aerei civili non cadesse del tutto in mano solo degli americani.
Col senno di poi, come tutti noi sappiamo, ebbero lo stesso successo medio e popolarità di un Governo del Nano, ma questo non è il punto. Tra i vari progetti c'era quello di questo gigante dei cieli (per l'era), dotato di ben 8 motori Bristol Centaurus da 2650 cavalli unitari, che muovevano altrettante eliche montate due alla volta su 4 piloni in modo contro-rotante, per massimizzare le prestazioni e ridurre il drag aerodinamico, e di ali parzialmente a delta, che aveva più o meno le stesse prestazioni e autonomia di un Constellation L-749 (il paragone lo sto facendo io per farvi inquadrare il tipo di prestazioni globali, all'epoca agli inglesi non poteva fregare di meno di copiare il Connie).
Il progetto produsse un solo aereo prototipo con questa motorizzazione, dopodiché si decise di dotare gli altri aerei che si sarebbero dovuti costruire di 4 eliche normali mosse ognuna da dei Bristol Coupled Proteus turboprop (due turbine per turboelica accoppiate in un'unica scatola di riduzione ed elica, per sommare le potenze e ridurre l'impatto sulle prestazioni globali di un'eventuale problema in volo ad una di queste unità). Cambio di motorizzazione che avrebbe incrementato notevolmente le prestazioni e anche il peso del carico trasportabile.
Ma.
Da una parte l'aereo, come il suo quasi omologo americano YC99 (versione da trasporto del bombardiere nucleare B36, pensato sulle prime anche per il mercato del trasporto civile e come per il Brabazon finito in un unico esemplare) era troppo avanti per i suoi tempi (aerei per un trasporto di massa che però mancavano appunto della massa da trasportare), dall'altra gli inglesi... stranamente, aggiungerei (sarcastico io? Ma cosa mai ve lo fa pensare?)... peccarono di presunzione. Con un aereo come quello che avrebbe potuto trasportare comodamente un sacco di persone, gli inglesi lo progettarono per un cario massimo di 100 passeggeri.
Figuratevi al giorno d'oggi un B767-300 con solo 100 posti a sedere. Assurdo oggi e ormai fuori mercato anche all'epoca.
Si, perché le persone dietro questo progetto non erano pazzi, erano solo... inglesi, conservatori e con poca voglia di mettersi al passo coi tempi. In un mercato globale dove il trasporto aereo cominciava a essere a disposizione di sempre più persone, loro pensavano ancora ad un aereo per riccastri sfondati (magari sir londinesi pure), che avrebbero dovuto viaggiare in un lusso sfrenato e con una cubatura vivibile a disposizione che non trova paragone nemmeno nelle più blasonate odierne prime classi.
Inutile dire che a dispetto del successo del progetto meccanico, l'aereo ebbe più o meno lo stesso successo che ebbe in seguito il Concorde. Era quello che in inglese viene definito un "elefante bianco". Un orpello poco utile a tempi, che obbediva a leggi di mercato ormai obsolete, e che, come accennato sopra, anche se lo si avrebbe potuto cambiare e dotare di un numero di posti a sedere adeguato al tipo di trasporto, mancava comunque di una richiesta nel mercato dell'epoca di tanta capacità di trasporto. Era in breve troppo dispendioso da usare per i tempi in cui era stato progettato. Troppo tardi per i riccastri, troppo presto per il trasporto di massa.
Così del Brabazon rimase un unico esemplare, che come il nostro sfortunato Breda Zappata (ma per diversi motivi), volò per un po ma fu ultimamente mandato al macero dopo breve tempo per mancanza di richieste del mercato.
Questo è l'aereo col quale volerò la prossima tappa, e se riesco a dotarlo per tempo di dinamiche adeguate (che quelle date di default fanno schifo al pesce), la prossima tappa la farò in Breda Zappata.  I Reject Your Reality And Substitute My Own!!! Col. AnarchiAGran Maestro di ogni cosa Constellation. 
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Rank: Advanced Member  Gruppi: Registered, Uploader User Iscritto: 16/10/2009 Messaggi: 535 Locazione: Atripalda (AV)
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Sono qui con le ossa rotte per ricordarvi che tra due ore e mezza c'è la tappa...
Perché le ossa rotte? Ne parliamo su TeamSpeak durante la tappa... troppo stanco... in attesa della tappa mi schiaccio un pisolino... anzi, due... me riccomanno, non mancate. Se non manco io che mi sto sbattendo da ieri, mi aspetto la presenza di voi tutti...  I Reject Your Reality And Substitute My Own!!! Col. AnarchiAGran Maestro di ogni cosa Constellation. 
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Rank: Advanced Member  Gruppi: Registered, Uploader User Iscritto: 16/10/2009 Messaggi: 535 Locazione: Atripalda (AV)
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Mi collego come al solito primo sul piazzale. Il mio nuovo aereo risplende al sole e mentre sto rientrando nell'aereo dopo il walkaround, si collega il primo dei secondi. Il Luca, che come al solito parcheggia alla chezzo di chene. 

Scambiamo due parole e mentre aspettiamo si collega sia Ezio che Bassa Quota, che però deve essere antisociale e si piazza su un apron che solo lui vede ben distante da noi tutti. 

Il Luca e Ezio decollano per primi, io per terzo e Il BQ, che, lo sapremo solo sul mare, stiracchiando le regole fino quasi alla rottura decolla con il suo C130A, come quarto ma non ultimo... 

Il Brabazon è imponente, i suoi otto motori fanno un casino della madoska e la sua manovrabilità lascia a desiderare, ma, anche se non facilmente, riesco a fargli fare quello che voglio comunque. 

Il viaggio è tutto sommato tranzollo... con BQ che però si mette a superare tutti col suo aereo da 380nm GS. 

Ma la collera divina può essere lenta a mettersi in moto, però una volta preso velocità è inarrestabile, e BQ viene colpito da essa quando i suoi doveri di padre lo fanno sconnettere quando nemmeno a metà strada. 
Egidio pure, partito con un certo ritardo, usa il C121K a turbine, ma a sua difesa bisogna dire che lo usa a massima potenza solo per raggiungerci e tenterà di rallentare, una volta arrivato al gruppo. Questo generoso tentativo però gli fa impazzire l'aereo sotto, sicché deciderà per cambiare aereo al volo col vecchio L-049. 
Subito dopo Egidio decolla... LUI. Si, l'avvinazzato decide di partecipare, e generosi come siamo non lo cacciamo via come il beone che è. Falanga si unisce alla tappa. 

Arrivato il momento scendiamo, ma a dispetto dei METAR dell'aeroporto di arrivo, la visibilità sull'aeroporto è fortemente ridotta a causa delle molte nuvole a bassa quota. Rifiuto di usare il ILS, se non come riferimento visivo, e mi accorgo che sto per sorvolare l'aeroporto ormai senza vederlo... quando all'improvviso... un lampo nel buio... 


Atterro e mi dispongo a d aspettare gli altri. il primo ad arrivare è Egidio, che a dispetto dell'essere rimasto per un po indietro è improvvisamente in testa. Con lui a poca distanza arriva anche il Luca, che decide di fare un giro dell'aeroporto prima di atterrare.

Uno dopo l'altro atterrano tutti. 

Ezio atterra, parcheggia e si fa fare una foto commemorativa separata, in quanto il suo cane aveva bisogno di essere fatto uscire immediatamente e non poteva aspettare l'arrivo del Falanga, buon ultimo. 

Alla fine arriva anche lui... e facciamo la seconda e ultima foto commemorativa. 

Si registra in questo volo la perdita di Mario, che deluso dalla condotta della VA in generale ha deciso di disertare. Se i suoi motivi sono più che validi, la sua delusione comprensibile e la sua parte detiene tutta la ragione possibile, mi si lasci dire che abbandonare gli amici che volano sul Giappone per volarsene nello stesso momento da solo in sud America non è stata la cosa più carina potesse fare. Avrebbe benissimo potuto partecipare con altro callsign. Nessuno di noi, a conoscenza del fattaccio avvenuto, gli avrebbe sollevato proteste. 
Speriamo che la prossima tappa lo rivedremo con noi.  I Reject Your Reality And Substitute My Own!!! Col. AnarchiAGran Maestro di ogni cosa Constellation. 
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NPV2677 ha scritto:
Si registra in questo volo la perdita di Mario, che deluso dalla condotta della VA in generale ha deciso di disertare. Se i suoi motivi sono più che validi, la sua delusione comprensibile e la sua parte detiene tutta la ragione possibile, mi si lasci dire che abbandonare gli amici che volano sul Giappone per volarsene nello stesso momento da solo in sud America non è stata la cosa più carina potesse fare. Avrebbe benissimo potuto partecipare con altro callsign. Nessuno di noi, a conoscenza del fattaccio avvenuto, gli avrebbe sollevato proteste. 
Speriamo che la prossima tappa lo rivedremo con noi.  Mi scuso con gli amici. Ci sono dei momenti che è preferibile stare zitti e meditare, il modo migliore è quello di fare un volo VFR sulla terra del fuoco, nelle lande desolate battute dai venti e fare lo slalon tra le isole. In altri tempi le reazioni si sprecavano, con l'età, si fà un pò di fatica collegare il cervello con la lingua, pertanto: si medita. Con l'esposizione sul forum dell'incidente ho smaltito la delusione. Devo recuperare la tappa e stò preparando la prossima del roma/tokyo, la 32° tappa? sono così tante che ho perso il conto. A questa sera. mario alias cpt polenta o viceversa
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NPV1830 ha scritto: Devo recuperare la tappa e stò preparando la prossima del roma/tokyo,......
Ah mbè!!!!!! Non fartela passare nemmeno per l'anticamera del midollo osseo... l'idea di abbandonare a 3 tappe dalla fine!!!!! Buona Giornata
Cpt. Mac Barba al secolo Luciano Damiani
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NPV2677 ha scritto:Scambiamo due parole e mentre aspettiamo si collega sia Ezio che Bassa Quota, che però deve essere antisociale e si piazza su un apron che solo lui vede ben distante da noi tutti.  La freccia rossa è posta ad imperitura memoria e monito nei confronti di coloro i quali non perdono mai l'occasione e se stà zitt, e che invece tacendo farebbero cchiù 'bbella figura.   Sto per arrivare a destinazione, ci vediamo domani. If it ain't broken, don't fix it. If it ain't fixed, don't fly it.NPV3888 Rosario "Bassa Quota" Manzo
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